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NESSUNA SPESA DI SPEDIZIONE
E IN PIÙ: |
Introduzione
A tutt'oggi, oltre cento milioni di persone in tutto
il mondo utilizzano Internet e chi non fa parte di questa cerchia di individui si sente
sempre più come un pesce fuor d'acqua.
Le persone intorno a lui parlano infatti di siti web, di WWW, di e-mail, di chat, di URL e lui non sa di cosa si tratti. D'altra parte, è consapevole che conoscere Internet potrebbe essergli utile per lo studio, per il lavoro, per il divertimento. Ha provato a sfogliare qualche rivista di informatica, ma sembrava scritta "per addetti ai lavori", e questo per non parlare dei libri dedicati a Internet. Il manuale che state cominciando a leggere è stato scritto per queste persone, ma non solo. Esso è anche rivolto:
Dal momento che questo manuale è stato scritto per fornire le conoscenze base necessarie per capire e utilizzare Internet, ho ritenuto opportuno adoperare un linguaggio molto semplice, in alcuni casi vicino alla lingua parlata (non me ne vogliano gli italianisti!). Sarà però indispensabile introdurre man mano una serie di nuovi termini, entrati proprio grazie a Internet nel linguaggio di tutti i giorni. Per questa ragione, il manuale segue una regola ben precisa: ogni volta che è introdotto un nuovo termine tecnico, questo viene spiegato nella maniera più chiara possibile. Inoltre, per quei termini stranieri che vengono più comunemente usati nel mondo di Internet, è anche indicata, nel modo più elementare e comprensibile, la loro corretta pronuncia. Perciò, se vi accorgete di non conoscere il significato di un termine tecnico che state leggendo, significa che avete saltato la pagina nella quale ne era spiegato il significato, oppure che non lo ricordate. In questo caso, utilizzate il vocabolario di Internet (che trovate a pagina 159), nel quale troverete la spiegazione non solo dei termini tecnici utilizzati in questo volume, ma anche di altri termini utilizzati nel mondo dei computer e di Internet. Sempre per cercare di rendere questo manuale il più semplice attualmente a disposizione per conoscere e utilizzare Internet, alcuni argomenti, come la storia di Internet o la tecnologia informatica che ne è alla base, verranno solo accennati, perché non sono indispensabili per utilizzare Internet. Chi volesse approfondire questi argomenti, potrà farlo successivamente: troverà a pagina 145 l'indicazione di dove trovare gratuitamente su Internet del materiale riguardante questi temi. Buona lettura, dunque, e non preoccupatevi se mentre leggete questo manuale vi porrete degli interrogativi o avrete dei dubbi: sono più o meno gli stessi interrogativi e gli stessi dubbi di tutte le persone che hanno deciso un giorno di scoprire cosa è Internet.
Cosa è Internet Il termine Internet deriva dalla fusione di due parole inglesi: INTERnational e NETwork, che in italiano significano "rete internazionale". Ma ciò che ci interessa maggiormente è cominciare a spiegare cosa è in sostanza Internet: essa può essere definita come un insieme di reti di computer, reti che sono collegate tra loro.
Cosa è una rete? La rete non è altro che un sistema di collegamento tra due o più computer, che permette alle persone che utilizzano uno di quegli elaboratori (altro modo di chiamare i computer) di sfruttare non solo le risorse del proprio computer (vale a dire i programmi, i suoni, le immagini presenti su quell'elaboratore), ma quelle di tutti i computer che vi sono collegati. In tal modo una persona, seduta davanti al monitor (lo schermo) del proprio computer, potrà leggere o copiare dei documenti o dei programmi contenuti negli altri elaboratori che sono collegati al suo. I computer collegati in rete sono infatti in grado di comunicare tra loro e di scambiarsi delle informazioni. Ma come si "collegano" i computer? Se bisogna collegare due computer che si trovano a breve distanza l'uno dall'altro (ad esempio nella stessa stanza, nello stesso appartamento o nello stesso edificio), si possono utilizzare degli appositi cavi di connessione, la cui lunghezza può variare da un metro a diverse decine di metri. Se però la distanza tra un computer e l'altro è maggiore, occorrono altri mezzi di collegamento. Il più diffuso tra questi mezzi di collegamento è costituito dalla normale linea telefonica, mediante l'utilizzo di un apparecchio che si chiama modem. Questo apparecchio può trovarsi già all'interno del computer (si parla allora di modem interno) o all'esterno del computer, al quale è collegato da un cavo (in questo caso l'apparecchio si chiama modem esterno). Il modem, a sua volta, va collegato a una presa telefonica tramite una normale spina, perfettamente uguale a quella dei telefoni che usiamo ogni giorno. Il modem, quindi, aiuta a mettere in comunicazione due computer, trasformando i dati provenienti da uno di essi in segnali sonori (quei suoni gracchianti che alcuni di voi avranno sentito quando si invia o si riceve un fax), in modo che questi dati possano essere inviati ad un altro computer attraverso la linea telefonica. Ovviamente anche quest'altro computer dovrà essere corredato di modem, per ritrasformare i segnali sonori in dati leggibili dall'elaboratore. Queste due operazioni, rivolte alla trasmissione e ricezione dei dati, si chiamano tecnicamente modulazione e demodulazione, poiché il modem trasforma i segnali digitali utilizzati dal computer in segnali analogici che possono viaggiare tramite i cavi telefonici. Il modem si chiama così proprio perché MOdula e DEModula. Non cominciate a preoccuparvi: queste caratteristiche tecniche non sono indispensabili per capire cosa è Internet, vi basta solo sapere che i modem permettono ai computer di comunicare a distanza tra loro utilizzando soprattutto la linea telefonica. Quando, grazie ai modem e alla linea telefonica (o con altri mezzi, come i satelliti), si mettono in collegamento due computer, si realizza una rete, che in inglese si chiama network (si pronuncia net-uorc) o, più brevemente, net. Ovviamente, così come è possibile collegare due computer, è possibile collegarne dieci, cento o mille: in ogni caso quella che si realizza in questo modo è sempre una rete. Il vantaggio che si ottiene dalla realizzazione di una rete è la cosiddetta condivisione delle risorse: cioè basta inserire in uno dei computer un documento perché esso sia utilizzabile da tutti i computer collegati. I computer collegati in rete possono infatti comunicare tra loro scambiandosi ogni tipo di informazione. Attraverso la linea telefonica, i comandi forniti ad uno dei computer vengono infatti trasmessi ad un altro dei computer collegati, che risponde inviandoci quanto richiesto: testi, immagini, suoni o altro. Ad esempio, le università italiane sono da un po' di tempo collegate tra loro tramite una rete di computer, che permette a uno studente di prenotare un esame anche se non si trova nella sua facoltà, oppure consente alla segreteria di una università di controllare la carriera universitaria dello studente di un altro ateneo. Così come esiste una rete di computer che collega tra loro le università italiane, esistono altre reti che collegano le università di paesi esteri, e poi altre reti che collegano tra loro comuni, aziende, biblioteche, e così via, sia in Italia sia all'estero. Internet mette in comunicazione tra loro molte di queste reti, piccole o grandi che siano, ed è perciò anche chiamata la rete delle reti.
Come è nata Internet? Alla fine degli anni Sessanta, il Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti d'America realizzò una rete di computer in grado di mantenere in collegamento basi militari e centri di ricerca anche se fosse scoppiata una guerra atomica. Questa rete, che fu chiamata Arpanet, utilizzava un metodo di trasmissione dei dati molto simile a quello adoperato oggi da Internet, di cui potrebbe essere considerata dunque, per così dire, la mamma. Alla rete Arpanet vennero man mano collegate altre reti di computer. Nel 1983 i militari crearono una propria rete autonoma, lasciando libere tutte le altre: ebbe così origine Internet. Durante questa prima fase della sua esistenza, che corrisponde all'incirca agli anni Ottanta, Internet fu utilizzata quasi esclusivamente da ricercatori e docenti universitari, che avrebbero dovuto servirsene per scambiarsi informazioni professionali. In realtà, i ricercatori e i professori cominciarono ad utilizzare Internet anche per inviarsi messaggi personali, nei quali qualcuno discuteva di fantascienza, qualcun altro scambiava ricette di cucina o commenti sugli avvenimenti sportivi. Così, ci si rese conto che la rete poteva essere utilizzata come un efficiente servizio postale che recapita immediatamente (e gratuitamente) i messaggi che gli vengono affidati. La scoperta di questa possibilità di adoperare Internet per scopi diversi da quelli originari, fu il primo passo per il suo successo. Qualche anno dopo, all'incirca all'inizio degli anni Novanta, Internet cominciò infatti a essere utilizzata non più solo per lo scambio di informazioni tra addetti ai lavori, ma per diffondere notizie anche all'esterno delle università e dei centri di ricerca, a chiunque fosse in grado di collegarsi a questa rete delle reti (si trattava comunque ancora di poche persone). Il successivo passaggio, non meno importante, fu l'introduzione di colori, immagini, suoni e animazioni, vale a dire di quella che è definita multimedialità. Infatti, sino all'inizio degli anni Novanta, chi si collegava a Internet vedeva apparire sul proprio monitor solo testi in bianco e nero, privi di qualsiasi immagine o suono. L'introduzione della multimedialità fu resa possibile dalla scoperta del World Wide Web.
Cosa è il World Wide Web? Il World Wide Web è una tecnica (la definizione precisa è interfaccia grafica, ma non è indispensabile che ricordiate questo termine) che permette di vedere colori e animazioni, nonché di sentire suoni, sui monitor dei computer che sono collegati a una rete. Il significato stesso di World Wide Web (che si pronuncia uord uaid uèb e significa "immensa ragnatela mondiale") fa riferimento al fatto che le varie linee che collegano i computer di una rete, unite alle linee che collegano tramite Internet decine di migliaia di reti in tutto il mondo, se riprodotte su un mappamondo assomigliano a una enorme ragnatela che avvolge tutta la Terra (vedi la figura 1). Il World Wide Web viene spesso anche chiamato in altri modi: Web, WWW (dalle iniziali di World Wide Web, si pronuncia vu-vu-vu) od anche W3. Il WWW costituisce dunque solo una parte di Internet, poiché la rete delle reti è formata, come vedremo, anche da milioni di documenti che non presentano né colori, né suoni, né animazioni. Il WWW è diventato però talmente famoso (anche perché è semplice da usare), che anche molte persone che utilizzano da tempo Internet ritengono che Internet e Web siano la stessa cosa. Grazie alla tecnologia World Wide Web si sono moltiplicati con una eccezionale rapidità i siti Internet.
Cosa è un sito Internet? Ormai è sempre più comune che trasmissioni televisive, giornali, aziende, associazioni, comunichino l'indirizzo del loro sito Internet: www.rai.it, www.edizionimanna.com, www.aci.it, www.sangemini.it sono solo alcuni delle centinaia di milioni di indirizzi di siti Internet esistenti oggi. Il sito Internet è detto anche sito web (web si pronuncia uèb). Ognuno di questi siti è formato da un numero variabile di pagine web, ciascuna delle quali contiene del testo, delle illustrazioni e alcune volte anche suoni e animazioni. Potremmo quindi paragonare un sito a una rivista, dotata di un certo numero di pagine, ognuna delle quali contiene testi e illustrazioni, rivista alla quale può essere anche allegata una audiocassetta o una videocassetta. Le pagine che formano i siti Internet sono create direttamente dalle aziende, dagli enti, da associazioni o da privati cittadini. Vi sono siti costituiti da una sola pagina web e altri che contano invece centinaia di pagine; in tutti i casi la pagina principale di ogni sito è chiamata Home page (significa "pagina casa" e si pronuncia om-peig, con la "g" finale dolce, come nella parola "gelato"). Una volta che è stato creato il sito Internet, esso viene inviato a un potente computer (detto server web, si pronuncia server uèb) che rimane sempre acceso e in collegamento con Internet. Questo computer è generalmente quello della società con la quale la persona che ha realizzato la pagina web possiede un abbonamento per collegarsi a Internet. Quando si tratta di aziende particolarmente grandi o di enti, il server web è invece spesso di loro proprietà. Dopo che il sito è stato creato e inviato al server, ogni persona che si collega a Internet può vederlo, grazie a un programma per computer che si chiama browser (termine che si legge bràuser e deriva dal verbo inglese to browse, che significa "curiosare, leggere un po' qui e un po' là"); in italiano si è diffusa l'abitudine di definirlo anche navigatore. Esistono diversi tipi di browser, ma i due più noti in assoluto si chiamano Internet Explorer (si pronuncia così come si legge) e Netscape Navigator (si pronuncia netskeip-navighetor; nella sua versione più recente viene distribuito insieme con altri programmi, sotto il nome complessivo di Netscape Communicator, si pronuncia netskeip-communichètor) . Il browser, per farci vedere le pagine che formano un sito web, ha però bisogno dell'indirizzo di queste pagine, indirizzo che viene chiamato col termine tecnico di URL.
Cosa significa URL? URL (si legge u-erre-elle oppure url) è l'abbreviazione di Uniform Resource Locator (che in italiano significa "localizzatore uniforme di risorse") e indica in pratica l'indirizzo delle diverse pagine web presenti su Internet. Viene infatti anche detto più comunemente indirizzo web o indirizzo Internet. Ogni URL conduce a un documento presente in Internet (quindi non solo testi ma anche immagini, suoni e altro ancora), perché indica in quale parte del mondo si trova il computer nel quale è custodito quel documento. L'URL o indirizzo web di un documento è formato fondamentalmente da due parti, che si chiamano rispettivamente protocollo e nome del sito. Il protocollo indica al computer le istruzioni per comunicare con l'altro computer (detto server) dove è materialmente contenuto il sito web. Per essere più chiari esaminiamo, parola per parola, la URL di un sito Internet, precisamente quello che corrisponde a un famoso quotidiano nazionale: "La Gazzetta dello Sport". L'indirizzo di questo sito è il seguente: http://www.gazzetta.it In questo indirizzo il protocollo è http mentre il nome del sito è www.gazzetta.it Http è l'abbreviazione di Hyper Text Transfer Protocol (vale a dire "protocollo per il trasferimento di ipertesti") e indica al computer, come ho detto, le istruzioni per comunicare con l'altro computer dove è materialmente contenuto il sito web che vogliamo vedere (in questo caso quello del giornale La Gazzetta dello Sport). È da notare che si può anche omettere l'indicazione , vale a dire che anche scrivendo semplicemente www.gazzetta.it riusciremo a collegarci al sito che ci interessa. WWW, come abbiamo già visto, è invece l'abbreviazione di World Wide Web.
Che cosa indicano le prime lettere di un indirizzo web? Gli indirizzi web iniziano in genere con http oppure con www. In entrambi i casi ciò significa che il sito al quale stiamo per collegarci è stato realizzato grazie alla tecnologia World Wide Web, ed è dunque un sito che può essere costituito da testi, colori, immagini ed eventualmente anche da animazioni e suoni. Quando invece una URL inizia con altre lettere, significa che il sito Internet al quale ci vogliamo collegare non è un sito WWW. Un indirizzo web può ad esempio iniziare con:
Inoltre, un indirizzo web può essere molto più lungo (non costituito, cioè, solo di due parti), ma anche di questo parleremo più avanti, precisamente a pagina 74. Per adesso, vediamo piuttosto cosa succede una volta che ci siamo collegati all'URL o indirizzo web (www.gazzetta.it) che abbiamo indicato al nostro computer scrivendolo nella casella "Indirizzo" o in quella "Vai a:" del programma (il cosiddetto browser o navigatore) che usiamo per vedere i siti Internet.
Come ci appare un sito Internet Una volta indicato al browser l'indirizzo del sito Internet che vogliamo vedere, esso ci appare in genere nel giro di pochi secondi. Nel caso specifico dell'esempio che abbiamo fatto (www.gazzettait), ci comparirà un'immagine simile a quella riportata nella figura 3. Tenete presente che nella figura si vede solo la parte superiore della pagina: quando si è in collegamento a Internet è possibile "far scorrere" l'immagine, vederne cioè anche le parti inferiori, vedremo dopo in che modo. Per adesso mi interessa però solo farvi notare che alcune parole presenti in questa pagina web risultano sottolineate: esse sono dei link.
Che cosa è un link? Per spiegare che cosa è un link possiamo partire da un esempio: poniamo il caso che stiate leggendo su una enciclopedia formata da più volumi, delle notizie riguardanti Alessandro Manzoni. A un certo punto, leggete che Manzoni ha scritto i "Promessi Sposi". Decidete di volerne sapere di più su quest'opera e allora prendete il volume dell'enciclopedia con la lettera "P" e cercate la voce "Promessi Sposi". Mentre state leggendo questo nuovo argomento, vedete sull'enciclopedia una fotografia tratta dal film "I Promessi Sposi", fotografia nella quale compare l'attore Gino Cervi. Spinti da una nuova curiosità prendete il volume dell'enciclopedia con la lettera "C" e cercate la voce "Cervi Gino". I link presenti su Internet vi permettono di fare la stessa cosa, ma con molto meno fatica. Infatti, nelle pagine web, alcune parole sono sottolineate, oppure sono di colore diverso (in genere un azzurro intenso) rispetto al resto del testo. Se con il mouse spostiamo la freccia (detta puntatore) che compare solitamente sullo schermo del monitor, portandola su una di queste parole, essa cambierà forma, divenendo una piccola mano che indica (vedi le illustrazioni a fianco e la figura 3, dove la manina indica il titolo dell'articolo "Speciale. Le notizie dai ritiri della serie A"). La stessa cosa ci potrà capitare spostando la freccia su altre parti della pagina web, ad esempio su illustrazioni oppure pulsanti. Le parole, le illustrazioni o i pulsanti di cui stiamo parlando si chiamano link (parola che in inglese significa "collegamento"). Se, una volta portato il puntatore del mouse su queste parole o su queste immagini, cliccheremo (premeremo cioè il tasto sinistro del mouse: il termine cliccare deriva proprio dal rumore prodotto dallo schiacciamento del tasto), il nostro computer si metterà alla ricerca di un'altra parte del documento che stiamo leggendo o di una nuova pagina web, che alla fine ci sarà mostrata. Nel nostro caso il link evidenziato nella figura 3 ci conduce alla schermata visibile nella figura 4, dove, cliccando sui nomi di queste ed altre squadre di serie A, è possibile avere notizie dell'ultim'ora su di esse. Anche in questo caso è qui visibile solo la parte superiore della pagina, ma quando siamo in collegamento a Internet è possibile far scorrere la pagina verso l'alto per vederla interamente. A un link può anche essere associato un suono o un'immagine. Facciamo un esempio: siete collegati a Internet e state leggendo un testo che parla dei primi anni del Novecento, trovate a un certo punto la frase "nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912 il transatlantico Titanic entrò in collisione con un iceberg e affondò, provocando la morte di 1.500 passeggeri" e la parola "Titanic" è sottolineata e può anche essere stampata con un colore diverso dalle altre. Se con il puntatore del mouse andate su quelle parole e poi cliccate, vi collegherete a un'altra parte del documento che state leggendo, oppure a un altro sito Internet in cui si parla specificatamente della tragedia del Titanic (potrebbe quindi essere anche una foto o un breve video tratto dal film con Leonardo di Caprio, che è ispirato appunto a quella tragica vicenda). Ogni link può condurre a un'altra parte dello stesso documento, oppure ad un altro sito che può trovarsi in una qualsiasi parte del mondo. In questo modo, con un semplice click del mouse, voi viaggiate virtualmente nello spazio, perché vi spostate, ad esempio, da un sito conservato in un computer che si trova in Italia ad uno contenuto in un computer situato negli Stati Uniti d'America o in un'isola dell'Oceano Pacifico. Un link può svolgere anche altre funzioni: ad esempio può servire a spedire un messaggio di posta elettronica, oppure può avviare una ricerca in un archivio di dati o effettuare un acquisto e così via. Sono dei link anche le pubblicità che compaiono nei siti Internet, spesso sotto forma di una specie di striscioni chiamati banner (come, nel caso della figura 3 la pubblicità del gioco "Broken Sword" in alto a destra). Se punterete la freccia del mouse sulla pubblicità, essa infatti cambierà forma, divenendo una piccola mano che indica e se vi cliccherete sopra vedrete comparire sul vostro schermo il sito web della società che ha inserito quella pubblicità. I link fanno della pagina web un ipertesto, termine utilizzato per indicare qualsiasi testo (non necessariamente preso da Internet) consultabile tramite computer, testo che offre questa possibilità di spostarsi rapidamente da un documento all'altro semplicemente cliccando su una parola o su una immagine. In Internet, questo rapido spostamento da un sito all'altro grazie ai link ha fatto nascere l'espressione navigare in Internet, perché Internet è paragonata per la sua immensa vastità ad un oceano sul quale si affacciano una moltitudine di porti (ossia di siti) ed è possibile navigare da un sito all'altro semplicemente cliccando sui link. (continua...)(N.B: in questa versione on-line del primo capitolo non sono riportate le illustrazioni) Formato 17x24 - 192 pagine - 10 euro |
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