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In lotta con la fame

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CRONACHE ALIMENTARI DELL’ITALIA DI IERI TRA PANE NERO E MINESTRA VERDE

di Mario R. Storchi

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Descrizione

Una accurata e inedita ricerca bibliografica e archivistica, scritta con un tono chiaro e divulgativo, sull’alimentazione in Italia dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni del boom economico e in particolare su un aspetto sinora poco studiato dell’alimentazione delle classi popolari: quello delle «strategie alimentari» che una rilevante parte degli italiani utilizzavano per riuscire a sopravvivere in una condizione pressoché costante di malnutrizione e sottoalimentazione.

Gli storici non si sono in genere soffermati su tutta una serie di atteggiamenti alimentari (alcuni dei quali possono sembrare a prima vista privi di motivazione o del tutto astrusi) che invece risultano – questa la tesi di “In lotta con la fame” – l’espressione secolare di strategie adottate per combattere lo spettro della fame.

Qualche esempio: da cosa derivava la spiccata predilezione delle classi popolari per cibi poco digeribili? Quali erano i motivi per cui si panificava a intervalli talora di mesi col risultato di avere pagnotte durissime e ammuffite? Perché si lasciava inacidire l’impasto del pane prima di introdurlo nel forno? Perché in alcune zone i genitori vietavano ai bambini l’uso del cucchiaio quando mangiavano la polenta bagnata nel latte?

Il primo capitolo disegna in maniera sintetica ma il più possibile completa il quadro dell’alimentazione nell’Italia tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento.

Il secondo capitolo analizza i momenti nei quali l’alimentazione popolare subiva in maniera del tutto estemporanea dei profondi mutamenti, tanto in negativo (per effetto principalmente di carestie e di guerre), quanto in positivo (ad esempio in occasione di nozze, festività religiose, elezioni, periodi di grandi lavori agricoli).

Il terzo capitolo s’intrattiene specificamente sulle strategie alimentari di sopravvivenza messe in atto dalle classi popolari.

Il quarto capitolo considera tutta una serie di altri accorgimenti non direttamente riguardanti le abitudini alimentari ma sempre finalizzati a cercare di sopravvivere in una condizione di quasi costante malnutrizione. Si tratta sia di fenomeni dei quali è già noto il legame con la malnutrizione (emigrazioni, vagabondaggio, mendicità, microdelinquenza, eccetera) sia di fatti che si cerca di dimostrare essere stati delle vere e proprie strategie di sopravvivenza (la variazione stagionale dei pasti rapportata alle esigenze lavorative, il dormire, il mangiare da un unico piatto di portata, ecc.).

Il quinto capitolo è dedicato agli effetti fisici della malnutrizione e della fame, intesi sia come patologie acute o croniche derivanti o comunque legate al regime alimentare, sia come adattamenti fisici alla cattiva nutrizione. In tal modo si dimostra come alcuni stereotipi che si avevano delle classi umili (il contadino ignorante, i bambini del popolo quasi mentalmente ritardati) trovavano una concausa determinante nei problemi alimentari.

Le storie di Italiani comuni che hanno vissuto tra l’Ottocento e il Novecento, ricostruite attraverso documenti storici spesso poco noti, quando non del tutto inediti.

Ogni breve storia ha un suo riferimento a una tematica più generale. Il volume ospita, ad esempio, la vicenda di un bambino conteso nella Napoli del 1820 tra il padre naturale e la balia (spunto per trattare il tema dei bambini abbandonati), la storia di una bambina morta nella provincia di Foggia durante la carestia del 1846-47 (e qui si illustra il tema delle carestie e delle penurie alimentari), le vicissitudini di un medico che visse nell’Ottocento in uno sperduto paesino della provincia dell’Aquila (con riferimenti all’assistenza medica e alla vita delle aree più interne) e così via sino a vicende che risalgono al periodo del boom economico.

La scelta di parlare di persone realmente esistite, di citare nomi, cognomi e luoghi, è stata dettata dalla considerazione che quando si citano solo dei numeri si rischia di non comprendere la dimensione umana di certi eventi storici.

Il libro vuole infatti fornire un contributo a quella storia dell’Italia più umile che è parallela alla storia ufficiale, per cercare di dar voce a quelli che la propria voce non l’hanno mai potuta far udire.

1 recensione per In lotta con la fame

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