Le ombre potrebbero
definirsi anche come le immagini eteree e cangianti delle cose.
Man mano che avanza il meriggio assolato,
esse si allungano, si estendono e si rendono più evidenti. Il paesaggio stesso muta di
aspetto, pur rimanendo inalterata la disposizione dei corpi.
Analogamente avviene per i fatti della vita,
siano essi reali o sognati. È come se proiettassero ombre invisibili sull'animo di chi,
in qualche maniera, vi è stato coinvolto o ne è rimasto impressionato.
Anch'esse, con il volgere degli anni, mutano
forma, si ampliano, conferendo agli avvenimenti un colorito un po' diverso. Nello stesso
tempo, si impongono più prepotentemente all'attenzione della memoria, quasi per non
essere cancellate.
È stato proprio per rispondere a tale
impulso interiore che ho provato, per così dire, a fissarne i profili perché non
svanissero del tutto insieme alla realtà che vi sta dietro.
Nel perseguire il mio intento, non ho potuto lasciare
nell'ombra l'input determinato dall'immagine di un paesino aggrappato ad una
collina, disegnato sullo scenario dei monti che lo contornano, Chiusano S. Domenico,
teatro delle mie prime esperienze di vita.