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NESSUNA SPESA DI SPEDIZIONE
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Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 14.3.2002, ha approvato il disegno di legge che affida al Governo la delega per la definizione sia delle norme generali sull'istruzione che dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. Con questo atto formale, la "Riforma Moratti" si avvia ad avere una dimensione operativa e detterà norme che daranno alla scuola italiana un'organizzazione molto diversa rispetto a quanto era previsto dalle precedenti riforme e, soprattutto, dalla legge n . 30/00 sul riordino dei cicli dell'istruzione, ormai abrogata. Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con decreto ministeriale n. 672 del 18 luglio 2001, ha istituito un gruppo ristretto di lavoro composto da: Giuseppe Bertagna, università di Bergamo (Presidente), Norberto Bottani, direttore del Dipartimento Innovazione Educativa del Cantone di Ginevra, Giorgio Chiosso, università di Torino, Michele Colasanto, università Cattolica di Milano, Ferdinando Montuschi, università di Roma Tre, Silvano Tagliagambe, università di Sassari, sede di Alghero, allo scopo di svolgere una complessiva riflessione sull' intero sistema di istruzione e, nel contempo, di fornire concreti riscontri per un nuovo piano di attuazione della riforma degli ordinamenti scolastici. Il Gruppo ha terminato i lavori nel dicembre del 2001 e le indicazioni fornite costituiscono la base della Riforma Moratti. La scuola, quindi, sarà così organizzata: Scuola dell'infanzia, di durata triennale, con frequenza generalizzata ma non obbligatoria; Primo ciclo dell'istruzione che dura 8 anni ed è formato dalla scuola primaria (5 anni) e dalla scuola secondaria di primo grado (3 anni); Secondo ciclo dell'istruzione, della durata di quattro anni, più un altro anno per accedere all'Università o alla formazione tecnica superiore ed è articolato in: percorso di istruzione con i Licei, suddivisi in otto indirizzi: Classico, Linguistico, Scientifico, Tecnologico, Economico, Umanistico, Musicale, Artistico; percorso di formazione articolato in percorsi triennali mirati che portano al conseguimento di una qualifica professionale che rende possibile un inserimento nel mondo del lavoro senza ulteriori fasi di formazione e in percorsi triennali polivalenti che portano al conseguimento di una qualifica professionale che permette di accedere a tutti i percorsi di specializzazione previsti. Si delinea così il principio fondamentale della Riforma, teso a garantire ai singoli soggetti in età evolutiva il raggiungimento di due obiettivi:
La scuola continua, così, il suo lungo cammino, nel tentativo di offrire agli studenti delle risposte sempre più aderenti alle reali esigenze di ciascuno e che si concretizzano in nuove scelte sia a livello pedagogico-didattico sia sul piano organizzativo sia su quello delle dotazioni scientifiche e laboratoriali. Tale percorso è stato caratterizzato da tappe di grande rilevanza come i Programmi didattici per la scuola primaria del 1985 o l'introduzione dei moduli didattici, con la legge n.148190, sempre per la scuola elementare. Intanto la scuola dell'infanzia ha assunto, progressivamente, una dimensione sempre più formativa, raggiungendo livelli di grande rilevanza con gli "Orientamenti" del 1991 dai quali scaturiva un bambino dinamico, impegnato direttamente nella maturazione della propria identità, nella conquista dell'autonomia, nello sviluppo di una competenza sostenuta dal gioco, dall'azione e dalla ricerca. La scuola, quindi, almeno nei suoi livelli di base, si è posta sempre più nell'ottica dell'alunno, cercando di interpretare i suoi bisogni e di attivare e sostenere le sue curiosità, i suoi interessi. Finalizzata a tale scopo è la normativa del 1993 che, a più riprese e non senza contestazioni, ha introdotto nuovi criteri di valutazione, maggiormente funzionali ad una scuola che poneva, finalmente, l'alunno al centro dei suoi processi educativi. Da quel momento, valutare significa non solo rilevare gli apprendimenti che l'alunno mostra di possedere ma significa anche esprimere un giudizio sul livello globale di maturazione raggiunto e non soltanto per decidere se l'alunno dev'essere ammesso o non ammesso alla classe successiva ma per individuare gli interventi più opportuni, finalizzati a colmare eventuali lacune e a migliorare l'offerta formativa. Intanto un'autentica rivoluzione ha interessato il mondo della scuola con l'applicazione dell'art.21, della legge 15 marzo 1997, n.59 che ha introdotto l'autonomia didattica, di ricerca, organizzativa e amministrativa delle istituzioni scolastiche, alle quali è attribuita anche la personalità giuridica. Successivamente, il Regolamento di applicazione dell' articolo citato ha precisato che l'autonomia è funzionale al raggiungimento degli obiettivi formativi e degli standard di apprendimento e di qualità del servizio scolastico, definiti a livello nazionale e alla realizzazione di interventi formativi coerenti con le esigenze di sviluppo delle comunità locali. Da ciò deriva con forza che l'idea dell'autonomia, in quanto tale, non sia di per sé una finalità o un valore, ma un valido strumento per realizzare al meglio le finalità proprie del sistema scolastico. Scompare il concetto di "programma nazionale" che è sostituito da più essenziali "obiettivi formativi" e si comincia a sostenere l'importanza di livelli standard da far raggiungere ad ogni allievo, in riferimento sia ai risultati conseguiti (indicatori di apprendimento) sia alle caratteristiche del "servizio" erogato dalla scuola (indicatori di funzionamento) introducendo un binomio inscindibile per apprezzare la qualità del progetto educativo. La scuola, con l'autonomia, diventa un'occasione di sviluppo della comunità locale, stimolando coerenti processi di continuità critica verso l'ambiente e di collaborazione con tutte le forze sociali che hanno a cuore la corretta formazione delle nuove generazioni. L'autonomia, poi, diventa operativa, a livello didattico, con il Piano dell'Offerta Formativa il quale non delinea soltanto i percorsi organizzativi e didattici della scuola ma li socializza e stabilisce con i genitori un patto di formazione che apre definitivamente i residui confini che, da sempre, hanno caratterizzato le istituzioni scolastiche. L'intera riforma della scuola necessitava, però, di una diversa articolazione del percorso scolastico che doveva essere meglio definito sia a livello organizzativo che pedagogico-didattico. All'inizio dell'anno scolastico 2000/2001 doveva partire una nuova organizzazione prevista dalla legge sul riordino dei cicli dell'istruzione ma la situazione politica italiana, intanto, è cambiata radicalmente e ciò non è avvenuto. In alternativa, sono state rese note le risultanze dello studio effettuato dal Gruppo ristretto di lavoro, recepite, poi, nel progetto della nuova riforma. Esiste, quindi, una voglia di cambiare ad ogni costo ma ogni riforma deve tener conto che le persone direttamente coinvolte sono minori in fase di formazione che sono il futuro della nostra società e ciò deve richiedere a noi adulti la massima attenzione e la partecipazione più attenta e critica possibile per porre delle basi solide all'evoluzione del mondo in dimensione umana. Occorre, inoltre, tener presente che la scuola non prepara solo per la vita futura e che non è la sola a preparare il buon cittadino del domani; oggi c'è un'esigenza diversa e la scuola deve impegnarsi soprattutto ad aiutare ogni alunno a vivere con consapevolezza il proprio presente, a gestirlo in autonomia e ad operare da subito scelte che non siano condizionate dalla volontà dell'adulto o dai mezzi di comunicazione di massa. Inoltre, i nostri bambini devono poter rendersi conto che tutti hanno pari dignità sociale e sono uguali, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ed è per questo motivo che la scuola dovrà sempre essere impegnata ad operare, per un verso, affinché il nostro patrimonio culturale sia conosciuto, valutato ed eventualmente condiviso dalle nuove generazioni e, per l'altro, affinché il principio fondamentale della convivenza democratica non venga inteso come passiva indifferenza ma come momento importante per essere consapevoli delle proprie idee e responsabili delle proprie azioni. Perché questo possa concretamente avvenire è indispensabile l'aiuto diretto e qualificato di tutti: genitori, operatori scolastici, amministratori locali, responsabili di agenzie culturali, sportive, ricreative.. operanti sul territorio ed è proprio a loro che questo libro è diretto, nella ferma convinzione che non si può partecipare in modo attivo e produttivo senza conoscere. Nel primo capitolo la Dott. Donatella Ercolini, componente del gruppo di tirocinio dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli e con una lunga esperienza di formazione con bambini dai 3 ai 6 anni, presenta la nuova identità della scuola dell'infanzia e ne sviluppa in modo sintetico e chiaro non solo l'aspetto pedagogico-didattico ma anche quello organizzativo, fornendo opportuni chiarimenti sulla frequenza degli alunni e sull' eventuale anticipazione del loro ingresso a scuola. Nel capitolo secondo la Dott. Paola Albertazzi, componente del gruppo di tirocinio dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e con esperienza di formazione dei docenti e di insegnamento, illustra come sarà la scuola elementare e quali variazioni comporterà il passaggio dall'attuale organizzazione modulare a quella del docente prevalente. Nel capitolo terzo la Dott. Anna Albarano, componente del gruppo di tirocinio dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e con una lunga esperienza di formazione con bambini handicappati, presenta la scuola secondaria di primo grado (scuola media) ponendo in rilievo la preparazione disciplinare e l'orientamento. Il Dott. Giuseppe Palumbo, dirigente scolastico emerito, nel capitolo quarto, presenta una sintesi sugli istituti comprensivi, non modificati dalla Riforma. mettendo in risalto l'aspetto organizzativo e quello pedagogico-didattico. Nel quinto capitolo la Dott. Adele Schiavulli, dirigente scolastico e componente del gruppo di tirocinio dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, offre un quadro sintetico della nuova scuola secondarla di secondo grado tra istruzione e formazione e quindi tra il liceo, articolato in otto indirizzi, e il percorso di formazione, con il rapporto tra scuola e mondo del lavoro. Il Dott. Franco Biancardi, dirigente scolastico e componente del gruppo di tirocinio dell'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, presenta, in un'ampia panoramica, la formazione tecnica superiore (cap.VI) e l'università riformata (cap.VII) offrendo opportunità di orientamento e di scelta professionale agli studenti e alle loro famiglie e chiarendo i termini della Riforma agli stessi operatori scolastici.(Prof. Giuseppe Palumbo) Formato 15x21 - 192 pagine - 10 euro |
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