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A partire dall’anno accademico 2001-2002 l’Università ha subito profondi cambiamenti: scomparsa della maggior parte delle lauree tradizionali che duravano 4-5 anni e dei diplomi universitari (le cosiddette «lauree brevi»), introduzione di nuove regole che hanno lasciata interdetta più di una persona, a partire dai cosiddetti «crediti» indispensabili per conseguire qualsiasi titolo di studio di livello universitario.

Senza alcuna pretesa di fornire un quadro completo e dettagliato di questa «nuova Università» (occorrerebbe un volume interamente dedicato a questo argomento, e forse neppure questo sarebbe sufficiente), diamo qui i dettagli più importanti, per cercare di orientare nella maniera più semplice e chiara chi sta per conseguire o ha già conseguito un diploma, e sta valutando la possibilità di iscriversi all’Università.

Cominciamo col dire che già durante l’ultimo anno delle superiori, gli studenti che pensano di iscriversi all’Università devono presentare una domanda di prescrizione, generalmente entro il 30 novembre, ma la data può variare in base al corso di studi che si sceglie.

Questa domanda dovrà poi essere confermata dopo il superamento dell’Esame di Stato (il vecchio esame di maturità).

In ogni modo, lo studente che ha presentato la domanda di prescrizione non è obbligato poi ad iscriversi a quel corso di laurea: può sceglierne un altro, oppure decidere di non frequentare l’Università. Allo stesso modo, anche gli studenti che non hanno presentato domanda di prescrizione, hanno in genere la possibilità di chiedere l’iscrizione al primo anno di Università.

Le domande di prescrizione, infatti, servono per avere una stima del numero di futuri iscritti ai corsi di laurea, elemento indispensabile – tra l’altro – per stabilire il numero massimo di iscrizioni.

Per essere ammessi ad un corso di laurea è spesso necessario superare un test di ammissione, in quanto per ogni corso di laurea viene fissato annualmente un numero massimo di studenti che possono essere iscritti al primo anno. Il test di ammissione si svolge in un’unica giornata scelta da ogni Università tra le prime due settimane del mese di settembre.

Il test di ammissione consiste prevalentemente in un questionario a risposta chiusa: vale a dire che vengono distribuiti dei fogli sui quali sono riportate un certo numero di domande (in genere una ventina) ad ognuna delle quali sono associate delle risposte (in genere tre o quattro): una sola di queste risposte è quella esatta, e il candidato deve barrare la casella che si trova accanto alla risposta che lui ritiene esatta.

Non ci soffermiamo oltre su questo tipo di test di ammissione perché quasi tutti gli studenti conoscono questo tipo di prova, avendolo sperimentato già a scuola.

Ricordiamo invece che, in alcune Università, i questionari a risposta chiusa sono affiancati o sostituiti da prove psico-attitudinali o da colloqui.

Dopo il tempo necessario alla correzione, vengono pubblicati i risultati dei test di ammissione, sotto forma di una graduatoria. Entro dieci giorni dalla pubblicazione dei risultati dei test di ammissione gli studenti che , in base alla graduatoria, rientrano nel numero massimo di iscritti devono presentare tutti i documenti necessari per l’iscrizione al corso di laurea che hanno scelto: domanda di immatricolazione, diploma o certificato sostitutivo, due foto (di cui una autenticata in bollo con l’indicazione dei propri dati anagrafici), ricevute dei versamenti richiesti per l’iscrizione, dichiarazione di non essere iscritti a nessun altro corso di studi.

I posti che risultassero vacanti in caso di rinuncia verranno messi a disposizione degli esclusi, in base al loro ordine nella graduatoria, ad iniziare dal primo dei non ammessi.

Chi non riesce a superare il test di ammissione può comunque ritentare negli anni successivi, al limite iscrivendosi in quell’anno ad un altro corso di laurea per il quale non sono richieste selezioni oppure frequentando un altro tipo di corso di formazione. In entrambi i casi, infatti, maturerà dei crediti formativi che gli saranno riconosciuti nel momento in cui lui riuscisse a superare, negli anni successivi, il test di ammissione al corso di laurea desiderato.

Il Credito Formativo Universitario (CFU)

Un credito può essere paragonato ad un punto necessario per una collezione: così come occorre raccogliere un certo numero di punti per avere diritto ad un premio, allo stesso modo è necessario conseguire un certo numero di crediti per avere diritto ad un attestato di studi superiori: 180 punti per la laurea di primo livello, 300 per la laurea di secondo livello e così via.

Il sistema dei crediti è utilizzato anche in altri paesi, con risultati nel complesso positivi, soprattutto perché consente di poter valutare esperienze di studio diverse e permette ad uno studente di passare con una certa semplicità da un corso di laurea ad un altro o da un’Università ad un’altra conservando totalmente o parzialmente i punti degli esami superati.

Ma cerchiamo di capire meglio in cosa consiste un credito: esso corrisponde a 25 ore di lavoro dello studente, intendendo per lavoro le lezioni seguite in aula, lo studio a casa, le esercitazioni in istituto, la permanenza in alcune aziende per conoscere la realtà lavorativa e così via.

È chiaro, dunque, che questa quota di 25 ore è soprattutto indicativa ed infatti essa non basta, da sola, a dar diritto ad 1 credito, in quanto i crediti sono attribuiti solo con il superamento di una prova di verifica: un esame, una relazione, la frequenza di un corso, ecc.

Ogni materia, dunque, vale un numero ben preciso di crediti, in base alle ore di studio che si suppone sia necessario per prepararla: ovviamente – trattandosi di un calcolo comunque ipotetico – vi saranno alcuni studenti che impegneranno più ore del previsto e altri a cui ne basteranno di meno.

Ripetiamo che per studio si intende non solo lo studio individuale, ma anche quello trascorso seguendo lezioni, esercitazioni o altre forme di preparazione.

In media, ogni esame vale 4 crediti, in quanto viene calcolato in 100 il numero di ore necessarie per la sua preparazione. Per la precisione, le 100 ore vengono stimate in questa misura: 30 ore necessarie per seguire le lezioni, 60 ore per lo studio individuale, 10 ore per la valutazione dell’apprendimento (sotto forma di esami finali intermedi o test finali).

Tutti i corsi di laurea prevedono, inoltre, la verifica della conoscenza di una lingua straniera (scelta dallo studente tra quelle dell’Unione Europea) e delle competenze base per l’uso di un computer. Le Università possono riconoscere dei crediti per queste conoscenze, purché siano debitamente certificate.

I crediti non valutano il profitto, che viene stabilito dal voto degli esami (in trentesimi con eventuale lode), di prove di altro genere e dalla prova finale (valutata in centodecimi, con eventuale lode)

Lauree di primo livello

Le lauree di primo livello, o lauree triennali, sono divise in «classi», ognuna delle quali contiene dei corsi di studio che ogni Università può autonomamente organizzare con esami diversi, che però devono rispettare nel loro complesso un grado di preparazione identico a quello dei corsi di studio simili presenti in altre Università.

  • Biotecnologie
  • Disegno industriale
  • Filosofia
  • Ingegneria civile e ambientale; Ingegneria dell’informazione; Ingegneria industriale
  • Lettere
  • Scienze biologiche
  • Scienze dei beni culturali
  • Scienze dei servizi giuridici
  • Scienze della comunicazione
  • Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile
  • Scienze della mediazione linguistica
  • Scienze dell’amministrazione
  • Scienze della Terra
  • Scienze delle attività motorie e sportive
  • Scienze dell’economia e della gestione aziendale
  • Scienze dell’educazione e della formazione
  • Scienze del turismo
  • Scienze economiche
  • Scienze e tecniche psicologiche
  • Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  • Scienze e tecnologie chimiche
  • Scienze e tecnologie della navigazione marittima e aerea
  • Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
  • Scienze e tecnologie farmaceutiche
  • Scienze e tecnologie fisiche
  • Scienze e tecnologie informatiche
  • Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura
  • Scienze e tecnologie zootecniche delle produzioni animali
  • Scienze geografiche
  • Scienze giuridiche
  • Scienze matematiche
  • Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  • Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace
  • Scienze sociologiche
  • Scienze statistiche
  • Scienze storiche
  • Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
  • Urbanistica e Scienze della pianificazione territoriale e ambientale

Inoltre, vi sono quattro classi di laurea che riguardano le professioni sanitarie ed una classe di laurea in Scienze della difesa e della sicurezza.

Lauree di secondo livello

Le lauree di secondo livello, o lauree specialistiche, prevedono due anni di studio e forniscono conoscenze e competenze specialistiche, necessarie per l’esercizio di specifiche professioni che richiedono un’elevata qualificazione.

Per ottenere la laurea specialistica occorre conseguire 120 crediti formativi, che si sommano ai 180 crediti della laurea di primo livello, arrivando così a un totale di 300 crediti. Se lo studente si iscrive ad una laurea specialistica che non è la diretta continuazione della laurea di primo livello che ha già conseguito, dovrà compensare attraverso delle prove stabilite dall’Università i «debiti formativi» che gli verranno assegnati in base alle differenze esistenti tra le materie della laurea di primo e di secondo livello.

Esistono anche delle lauree specialistiche a ciclo unico, che prevedono un unico percorso di studio, non separato in laurea di primo livello e laurea di secondo livello. Si tratta di lauree attinenti alla medicina. Medicina e chirurgia; Farmacia; Chimica e tecnologie farmaceutiche; Odontoiatria e protesi dentaria; Medicina veterinaria.

Tutte le lauree specialistiche si concludono con l’elaborazione e la discussione di una tesi.

Master universitari di I e di II livello

Sono corsi di studio di perfezionamento destinati alle persone già in possesso di una laurea di primo o di secondo livello. In base alla laurea in possesso si può accedere ad un master di primo o di secondo livello.

L’ammissione è riservata a un numero ristretto di studenti, perché deve essere garantita la guida personale di docenti e tutor. La selezione avviene tramite colloqui o altre forme di verifica.

Il master si consegue con l’acquisizione di almeno 60 crediti, che si vanno a sommare a quelli della precedente laurea.

I crediti vengono acquisiti tramite lezioni in aula, studio individuale, attività di laboratorio, esercitazioni e un periodo di tirocinio presso enti o imprese, periodo che conclude il Master.

Durante il Master sono previste verifiche periodiche per accertare le competenze acquisite ed una prova finale che non dà luogo a votazioni, ma attesta il conseguimento del Master.

Corsi di specializzazione

Si tratta di corsi riservati a chi ha conseguito una laurea di I e II livello e vuole acquisire conoscenze e abilità richieste per l’esercizio di particolari professioni.

Sono infatti richiesti per insegnare nelle scuole secondarie, per le professioni legali e per quelle dell’area medica.

I corsi durano almeno 2 anni – durante i quali la frequenza è obbligatoria – e portano al conseguimento di un numero di crediti compreso tra 300 e 360.

Corsi di perfezionamento

Corsi destinati a chi è già in possesso di una laurea di I o II livello; puntano all’approfondimento, all’aggiornamento e alla formazione periodica o permanente. Sono organizzati dalle Università, in genere in collaborazione ad altri enti o istituzioni, pubbliche o private.

Sono riservati a un numero limitato di partecipanti, che vengono selezionati attraverso colloqui o altre forme di verifica. La durata varia a seconda del Corso; la frequenza è sempre obbligatoria.

Alla fine del Corso non viene rilasciato un titolo accademico (come nel caso del Master), ma un attestato di partecipazione che certifica le competenze acquisite. Può comunque dare luogo all’acquisizione di crediti.

Dottorato di ricerca

Rappresenta il livello più elevato della formazione universitaria, destinato in genere a chi desidera intraprendere la carriera universitaria o lavorare in centri di ricerca avanzata.

Per parteciparvi occorre la laurea specialistica e superare un concorso per titoli ed esami. Dura 3 o 4 anni e si conclude con l’elaborazione di una tesi finale.